Dott. Fabio Cecchini Medico di Medicina Generale a Chieri (TO)
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Pressione, colesterolo e glicemia: come prevenire infarto e ictus

7/8/2025

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PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE: INTERVENIRE PRIMA DEI SINTOMI


Infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari sono spesso preceduti per molti anni dalla presenza di fattori di rischio che non provocano alcun sintomo.

Ipertensione arteriosa, colesterolo elevato, diabete, fumo, sovrappeso e sedentarietà possono agire silenziosamente nel tempo.
Per questo la prevenzione cardiovascolare rappresenta una delle attività più importanti della Medicina Generale.

PRESSIONE ARTERIOSA

L’ipertensione arteriosa è molto frequente e, nella maggior parte dei casi, non provoca sintomi.
Non è quindi sufficiente misurare la pressione soltanto quando compaiono mal di testa, vertigini o altri disturbi.
La diagnosi richiede misurazioni corrette e ripetute. In alcuni casi può essere utile anche il monitoraggio domiciliare oppure il monitoraggio pressorio delle 24 ore.
Il valore della pressione deve sempre essere interpretato nel contesto del rischio cardiovascolare complessivo della persona.

COLESTEROLO

Quando si parla di prevenzione cardiovascolare, uno dei parametri più importanti è il colesterolo LDL.
Non esiste però un unico valore ideale valido per tutti.
L’obiettivo da raggiungere dipende dal rischio individuale. Una persona con precedenti cardiovascolari, diabete, malattia renale o altre condizioni ad alto rischio può avere obiettivi di LDL molto più bassi rispetto a una persona giovane senza particolari fattori di rischio.
Per questo il risultato degli esami del sangue non dovrebbe essere interpretato in maniera isolata.

GLICEMIA ED EMOGLOBINA GLICATA

Un aumento della glicemia può precedere di anni la comparsa del diabete di tipo 2.
In presenza di fattori di rischio, il controllo della glicemia e, quando indicato, dell’emoglobina glicata può consentire di identificare precocemente condizioni come prediabete e diabete.
Una diagnosi tempestiva permette di intervenire prima della comparsa di complicanze cardiovascolari, renali, oculari o neurologiche.

PESO E CIRCONFERENZA ADDOMINALE

Il peso corporeo è un parametro importante, ma da solo non descrive completamente il rischio metabolico.
Anche la distribuzione del tessuto adiposo conta: l’accumulo di grasso a livello addominale è infatti associato a un maggiore rischio metabolico e cardiovascolare.
Quando necessario, anche una riduzione moderata del peso può contribuire a migliorare pressione arteriosa, glicemia, trigliceridi e altri parametri di salute.

NON ESISTE UN SINGOLO ESAME CHE MISURI IL RISCHIO

Il rischio cardiovascolare deriva dalla combinazione di numerosi fattori.
Età, sesso, pressione arteriosa, colesterolo, fumo, diabete, funzione renale e storia clinica contribuiscono insieme alla valutazione complessiva.
Per questo i controlli periodici con il proprio Medico di Medicina Generale permettono di stabilire quali esami siano realmente necessari, con quale frequenza ripeterli e quali interventi siano più appropriati.

PREVENIRE SIGNIFICA INTERVENIRE PRIMA DEI SINTOMI

L’assenza di sintomi non significa necessariamente assenza di rischio.
Una buona strategia preventiva consiste nell’identificare precocemente i principali fattori modificabili e intervenire in maniera proporzionata attraverso attività fisica, alimentazione equilibrata, cessazione del fumo e, quando necessario, terapia farmacologica.
L’obiettivo non è semplicemente correggere un valore di pressione, glicemia o colesterolo, ma ridurre concretamente nel tempo il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari.

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Dott. Fabio Cecchini
Medico Chirurgo
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